La conosci Tiki ?

Tempo

Crediamo sempre di avere tempo, che tutto ciò che non facciamo oggi, avremo la comoda possibilità di farlo domani.
E se vi dicessi che non c’è più tempo? Cosa fareste? A cosa pensereste?
Sicuramente a tutto quello che avreste potuto fare prima e che non avete fatto, o a quello che avreste dovuto fare dopo, prima che vi si togliesse l’opportunità. Avreste dei rimpianti, dei rimorsi e chissà cos’altro.
Quindi, vi chiedo, perché perdere tempo?
So che c’è qualcosa che avete sempre sognato di fare ma continuate a rimandare perché “non è il momento giusto”.
Vi svelo un segreto: il momento giusto non esiste, allora chi ha tempo non aspetti tempo.
E qui qualcuno mi dirà: “ma io non ho tempo!”. Come ho già detto in un precedente articolo, il tempo non si ha, il tempo si crea. E’ solo questione di priorità.
Date importanza e precedenza a ciò per cui ne vale davvero la pena.
Non rimandate, perché quel fatidico giorno non arriverà mai.
Rimboccatevi le maniche e fate sì che ogni giorno sia degno di essere chiamato tale.
Non lasciate che il tempo vi travolga e vi disorienti: imbrigliatelo, possedetelo e date un senso a quei minuti che vedete scorrere sull’orologio.
Ogni secondo in più che attendete è un secondo in più che vi allontana da tutti i vostri desideri e dai vostri sogni.
Non lasciate che la vita vi scivoli via di mano, mentre voi rimanete inermi a fissare le lancette chiedendovi quando arriverà il vostro momento.
Il vostro momento è qui e ora.
La vostra vita è qui e ora, e non ne avrete una seconda.
Fate qualcosa che vi renda fieri di movimentare le vostre giornate.
Ovviamente, è una vostra scelta.
Indovinate? Dipende tutto da voi.
Scegliete di vivere e non di assistere alla vostra vita come spettatori distratti ad un banale spettacolo teatrale di seconda serata.
Il tempo può esservi nemico, se non sapete come usarlo, ma può essere anche il migliore e il più fugace degli amici se gli date uno scopo.
E ogni volta che penserete di poterlo fare domani, ricordatevi che oggi è già il domani di ieri. 

Attimi

Qualche tempo fa, mi avventurai in una campagna inoltrata  per fare una corsetta.
Non ci ero mai andata.
Rimasi stupita di tutto quel verde intorno a me, tutti quei fiori, quei prati…
Era una giornata calda e soleggiata, ma nonostante ciò l’aria che mi riempiva i polmoni era fresca e rasserenante.
Ero felice. Non so bene per quale motivo o in che maniera, ma non mi importava neanche.
In quel momento c’eravamo solo io e quella campagna desolata.
Niente rumori, niente persone.
Solo io, me e l’erba fiorita.
I Romantici cercavano consolazione nella natura, nella sua contemplazione, nella ricerca del Sublime.
Dicevano anche che la natura avesse il potere di rispecchiare lo stato d’animo umano.
Ora, non so se fosse la campagna a rispecchiare il mio stato d’animo, o io a rispecchiare il suo, ma se per caso vi trovaste a contatto con la natura e con la sua bellezza, godetevela.
Probabilmente, a scuola avrete studiato l’ossessione dei poeti, degli scienziati e dei filosofi verso la natura.
Come sempre, la storia è maestra ma l’uomo non ascolta.  Fateci caso la prossima volta. A tutto ciò che vi circonda: al cielo, ai fiori, alle nuvole, al sole.
Il mondo è ricolmo di bellezza, ma nessuno vuole vederla.
Vediamo solo la faccia della medaglia che più ci conviene, che è quella negativa.
E’ facile vedere del brutto ovunque; valorizzare, trovare del bello: quello è più difficile. Siamo così impegnati a criticare il mondo nel quale viviamo che ci dimentichiamo di farne parte.
Connettevi al mondo e diventatene un’estensione, una parte vivente e funzionante, invece di limitarvi ad esserne dei semplici spettatori.
Per una volta, per un minuto, per un battito di ciglia, soffermatevi anche sul bello, per quanto possa sembrarvi effimero   e sfuggente.
Ogni attimo è prezioso, se gliene si da motivo.
Ogni attimo può essere bello, bisogna solo guardare le cose da una certa prospettiva, che non è mai la più scontata e semplice.
Ogni attimo è poesia, se solo si ha voglia di ascoltare e di apprendere.
Anche una corsetta in campagna.

Mamma ,che ansia


“Oddio, che ansia!” è forse la frase più utilizzata dai giovani di oggi. Ci avete mai fatto caso? La parola “ansia” è entrata prepotentemente nel nostro vocabolario e non sembra volerne uscire.
Avete notato quanto questa situazione si sia normalizzata? Quanto per noi sia normale stare in ansia e al contempo non preoccuparcene perché “è normale” o perché “può succedere” ?
E’ ovvio, in quanto pur sempre degli animali in preda agli istinti, la paura fiuta il pericolo ed è necessaria per vivere. D’altro canto, un eccesso di paura non fa che rendere la nostra vita intera un pericolo, bloccandoci dinanzi ad ogni scelta.
Un po’ di ansia ci tiene in vita, troppa ansia la vita ce la toglie.
Viviamo in una società che ci bombarda di modelli inarrivabili, spacciandoli per la norma, facendoci sentire costantemente impotenti e insoddisfatti di come siamo e di quel che possediamo.
Ovviamente, esistono innumerevoli tipi di ansia che non vi starò qui a diagnosticare perché non è mia competenza farlo.
Quello che voglio farvi comprendere è che NON E’ NORMALE AVERE L’ANSIA. Ripetete dopo di me: NON E’ NORMALE AVERE L’ANSIA.
E’ uno dei disturbi più diffusi al mondo, ma quasi nessuno riceve gli adeguati trattamenti.
A volte, è tutto risolvibile con una tazza di camomilla, un po’ di yoga e meditazione (di cui troverete più informazioni nella parte del blog redatta da mia madre).
Altre volte, invece no. In questi casi, non abbiate paura di rivolgervi ad uno specialista.
Non abbiate paura di chiedere aiuto.
Siamo umani, e in quanto tali siamo imperfetti, e talvolta abbiamo bisogno di una mano. Non c’è niente di male in questo.
Lo so, lo so, avete paura di sentirvi giudicati, incompresi o che vi prendano per pazzi. Sfatiamo subito un mito: non ci vanno i “malati di mente” dallo psicologo, ma semplicemente tutti coloro che vogliono stare meglio con sé stessi per imparare a stare bene con gli altri e con tutto ciò che li attornia.
Vi pongo davanti ad una scelta: preferite essere incompresi e infelici o essere ipoteticamente incompresi e felici?
Vi parlo da persona che soffriva di attacchi di panico: una volta provata l’ebbrezza di stare bene con sé stessi vi accorgerete che l’incomprensione non era che un artificio della vostra mente. Perché, in fin dei conti, chi se ne frega?
Anche qui, dipende solo da voi.
Il mio ruolo è esclusivamente quello di farvi vedere i sentieri che vi precedono, ma sta a voi scegliere quale strada percorrere.
E ricordate: stare male è facile, stare bene è più difficile.
Ci vuole impegno.
E’ tutta una questione di scelte. Fate quella più razionale.

Connettersi con sé stessi

Molto importante per mantenere la nostra salute mentale è sicuramente la coltivazione di interessi capaci di distoglierci dalla scuola, dal lavoro, dagli impegni e, in generale, dallo stress quotidiano.
Lo sport è già di per sé uno svago, ma trovare un hobby nel quale cimentarsi nei momenti liberi può essere molto gratificante. Potete scegliere quello o quelli che più vi si addicono, e sicuramente non vi spingerò a sceglierne uno piuttosto che un altro, perché a gusti diversi corrispondono hobby diversi. Al tempo stesso, vi consiglio però di allontanarvi da internet, dai social e da tutto ciò che possa farvi sentire costantemente inadeguati e alla ricerca di qualcosa che credete di non avere.
Fate qualcosa che riguardi solo ed esclusivamente la vostra persona.
Disconnettetevi dal mondo e connettetevi con voi stessi.
Personalmente, a me piace stampare le foto in cartaceo e creare degli album che decoro con mille colori, glitter e nei quali racconto aneddoti della mia vita.
Non mi piace il digitale. So che può sembrare strano considerando che scrivo per un blog, ma vi assicuro che prima appunto tutto rigorosamente su carta profumata.
Le foto in digitale perdono di poesia. 
In più, non mi è successo poche volte di perdere tutte le foto, quindi meglio tenerle al sicuro con me.
La memoria è traditrice e bugiarda: meglio mettere per iscritto le cose importanti.
Detto ciò, voi sapete meglio di me quali sono i vostri interessi e come metterli in pratica. E, mi raccomando, non lasciateli in secondo piano, perché lascereste in secondo piano il vostro benessere.
Ovviamente, anche questo dipende da voi, come ogni cosa.
Trovate un modo per connettervi con voi stessi.

Siamo numeri o persone ?

Una delle tante fonti di sofferenza disumana degli adolescenti è sicuramente la scuola. Quante volte vi sarà capitato di piangere per un voto? Quante volte vi sarà capitato di dormire male per l’ansia? E di non poter avere una vita al di fuori dello studio?
Immagino tante.
Il fatto che la scuola italiana sia tossica e che produca gli studenti più frustrati d’Europa è ormai risaputo: “facciamo troppe materie”, “ci sono troppe interrogazioni”, “i professori non ci capiscono”, “In Inghilterra seguono solo tre corsi”… sono tutte cose che sappiamo già, basta.
Si è mai chiesto qualcuno come fare per evitare tutto lo stress dovuto alla scuola? No, non parlo di una rivoluzione studentesca in stile ‘68 , innanzitutto perché mi considero più una riformatrice che una rivoluzionaria, e in secondo luogo perché ricordo che ci troviamo in un periodo di pandemia globale, e non mi sembra proprio il caso. Ma la soluzione si cela ugualmente in noi studenti.
Come fare? Semplice: cambiare l’approccio allo studio. Non sto parlando della scoperta di un nuovo incredibile metodo di studio che permetta di memorizzare tre capitoli in un’ora, nonostante quest’ultimo e l’organizzazione siano importanti. Cercate di suddividere il carico e di non rimandare costantemente, trovando anche del tempo per voi.
Si, perché il segreto dello studio è proprio il riposo. Alle volte siamo così presi dalle nozioni che assorbiamo che ci dimentichiamo di noi stessi, ed è la cosa più sbagliata che si possa fare, perché poi tolta la scuola che rimane?
E per questo bisogna trovarsi degli hobby, dedicarsi alle proprie passioni e rendersi felici, rilassati e più riposati, ma di questo parleremo più a fondo in un altro articolo.
Intendiamoci, dovete studiare e con costanza; avete presente quei professori che dicono “nella vita non si smette mai di studiare” ? Beh, è così. Quindi, mettetevi l’anima in pace e svolgete le vostre ore quotidiane di studio, ma senza lasciare che esso vi assorba.
Vi lascerò da qualche parte degli allegati scaricabili con delle tabelle per il time management, sia scolastico che non, che magari potrete trovare utili.
Ovviamente, ognuno adotta il suo metodo personale, e  sto facendo uno strappo alla regola nel fornirvi questi materiali, visto che sono dell’idea che bisogna trovare l’indipendenza senza appoggiarsi troppo sull’esperienza altrui, ma oggi sono di buon umore e vi faccio un regalo.
Però, il riposo e il ritagliarsi del tempo per sé può non essere sufficiente a far terminare quell’enorme senso di frustrazione che ci pervade quando prendiamo un voto immeritato, o i professori non sono equi e così via.
Volete sapere perché?
Perché con l’attaccamento a questo sistema si è perso il vero senso di scuola, che è quello di studiare per imparare, non di studiare per prendere un voto.
Diciamoci la verità, nessuno studia per la semplice voglia di farlo, e se succede, essa è comunque messa in secondo piano dalla voglia di eccellere, il che è anche legittimo…. ma ci rendiamo conto del fatto che ci siamo degradati a numeri?
Si, numeri, è questo che siamo diventati: voti scolastici, numeri di telefono, like, views, numeri di candidatura per i concorsi, stipendi… siamo arrivati a credere così poco in noi stessi da trovare nei voti l’unico modo per far vedere che valiamo qualcosa, che siamo capaci di qualcosa, anche se quel qualcosa, in fin dei conti, non vale niente. Ci illudiamo di far competizione con gli altri, ma in realtà sfidiamo solo noi stessi in una battaglia senza criterio.  Chiariamoci, è giusto avanzare delle pretese su sé stessi, ma non è concepibile farlo sulla base di semplici numeri che non rispecchiano il proprio valore.
Quindi, smettiamola di combattere guerre inutili.
Cercate di apprezzare davvero quello che state studiando, e trovarne delle reali applicazioni e riflessioni, perché utile non è sinonimo di pratico. A volte, quello che studiamo serve a farci guardare il mondo sotto una luce diversa, ad ingrandirne una piccola porzione al microscopio, in una maniera che va oltre il semplice “il latino è una lingua morta, che cosa lo studio a fare?”
Scatenate la vostra curiosità.
Trovate del bello in tutto ciò che fate, anche nello studio.
Sono arrivata alla veneranda età di diciotto anni per dire che mi piace studiare, e non me ne vergogno affatto.
Sta a voi cambiare il vostro approccio nei confronti della scuola, ma non dovete farlo per me, né per vostra madre, né per i vostri professori, né per i vostri compagni.
Fatelo per voi, come tutto d’altronde.
Scegliete di essere persone, non numeri.
Magari voi non potete cambiare il sistema, ma non lasciate che sia il sistema a cambiare voi.

La bellezza secondo chi ?

La prima cosa alla quale si pensa quando si ha voglia di rimettersi in pari con sé stessi è il cambiamento fisico. Non potrei essere più d’accordo – anche io ho iniziato così – però questo non è l’unico step da affrontare, ma andiamo con calma.
Noi adolescenti abbiamo la straordinaria capacità di trovare difetti invisibili all’occhio umano e alieno. Questo deriva da una scarsa autostima e da una bassa considerazione di sé.
Come fare per cambiare ciò?
Impegnandoci al fine di accettare e amare il nostro corpo.
Solitamente si inizia con lo sport. Io, ormai, l’avevo abbandonato da anni e mai avrei pensato che sarei diventata una persona atletica. Eppure, eccomi qui. Non mi vergogno a dire che il mio primo allenamento, dopo anni di inattività, è durato quattro miseri minuti. Si parte sempre dal basso, perchè così la strada non può essere che in salita. E mi raccomando, se siete fuori allenamento, non strafate. Ascoltate il vostro corpo e capite di cosa ha bisogno. Inoltre, dal punto di vista psicologico, è molto più soddisfacente fare un quarto d’ora di workout al massimo delle proprie forze, che farne un’ora non rispettando le pause né gli esercizi, perché ricordiamo che la mente umana si sofferma sempre su ciò che non hai raggiunto e mai sui progressi  che hai realizzato. Ovviamente, il workout non è l’unica alternativa disponibile, esistono milioni di sport e di varianti, per non parlare di come potete sbizzarrirvi con la skincare , con il make-up e con il guardaroba.
Ma il mio compito non è quello di consigliarvi un workout piuttosto che un altro o la miglior crema per l’acne in circolazione, né di dirvi qual è il metodo migliore per prendervi cura di voi stessi, perché quelle sono cose che dovrete scoprire da soli nel vostro viaggio verso l’indipendenza.
Il mio compito qui è quello di farvi trovare la motivazione, o meglio, di farvi capire dove la dovete cercare, perchè – siamo sinceri – sicuramente l’iniziativa dello sport l’avrete già sentita e risentita, e a me piace distinguermi. Se siete qui ci sono due possibili motivazioni: o siete miei amici, oppure continuate a non alzarvi dal divano. Se fate parte della seconda categoria, lasciate che vi dia un consiglio spassionato e senza fronzoli: ALZATEVI!
Non dovete farlo per me, né per vostra madre che non fa altro che ripetervi 24/7 che sprecate il vostro tempo a scrollare su Tiktok, né per piacere alla vostra crush che vi ha fatto dolcemente comprendere che non siete il suo tipo.
No.
Dovete farlo per voi stessi e per nessun altro. E’ a voi che dovete piacere.
Non cercate motivazione negli altri, ma solo in voi stessi, poiché quando il sostegno altrui verrà a mancare – perché succederà – voi crollerete e tornerete sul divano a lamentarvi. E questo non deve accadere.
Siate voi la vostra motivazione e il vostro obiettivo.
Siate voi il centro delle vostre attenzioni.
Siate voi il vostro Sole, perché nessuno risplenderà per conto vostro.
E ogni volta che vi vedrete troppo brutti, troppo bassi, troppo grassi o troppo imperfetti, guardatevi allo specchio e chiedetevi: “Ma imperfetto per chi?”
Imperfetto per chi? Chi l’ha deciso? Secondo quale criterio? Chi decide cosa è bello e cosa no? La società? I social? Gli influencer? E chi sono loro per decidere?
Ve lo dico io chi sono: assolutamente nessuno.
Possiamo realmente dare la definizione di bello in un mondo in cui l’unica certezza assoluta è che tutto è assolutamente relativo? Parole di Einstein.
Amati, perché se non ti piaci da te, non piacerai mai agli altri.
Amati, perché è inutile piangerti addosso pensando a quello che non sei. Pensa a quello che potresti essere, se solo ti impegnassi.
Amati, perché te lo meriti.
Ma solo se ti alzerai da quel divano.
Dovete impegnarvi per cambiare le cose, perché solo voi avete il potere di farlo, e non esiste scusa che regga. Non esiste il “non ho tempo”. Il tempo non si ha, il tempo si trova, si crea se necessario.E’ tutta questione di priorità, ma non priorità che si da allo sport, ma priorità che date a voi stessi.
Mettetevi al primo posto.
E ricordate, non esiste il “non posso” o il “non riesco”, esiste solo il “non voglio” e il “ho troppa paura di farlo perché non so chi sia la persona che mi aspetterà alla fine”.
Dipende tutto da voi, solo ed esclusivamente da voi.
Mettetevi in gioco.

Fra tutta questa meditazione, yoga e Mindfulness, si è deciso di reclutarmi per portare un po’ di varietà al blog.
Sono la figlia di Paola, mi chiamo Roberta, ma chiamatemi Tiki. E’ un soprannome più informale, la cui storia magari vi racconterò un giorno.
Ma non siamo qui per parlare di me, siamo qui per parlare di voi.
Sono una ragazza fra tante, con hobby, passioni e un migliaio di sogni nel cassetto e, alla veneranda età di diciotto anni, posso dire di aver trovato un particolare equilibrio che non è così comune nell’adolescenza. Questo periodo è considerato tipico di pianti, insicurezze, cambiamenti, instabilità emotiva, e spesso i ragazzi hanno il disperato bisogno di qualcuno che li guidi in questo mare in tempesta – come direbbe mia madre – ma la maggior parte delle volte hanno paura di chiedere aiuto, o semplicemente si è normalizzato il fatto che l’adolescenza sia un periodo inutilmente problematico, e che quei complessi che tanto ci affliggono non siano degni di riguardo. 
Il mio obiettivo è quello di aiutare quei ragazzi che – diciamocela tutta – non troverebbero mai conforto nello yoga, né nella meditazione, perché noi adolescenti siamo così: sognatori e scettici allo stesso tempo.
Io passavo le mie giornate nel dolce far niente; l’attività più impegnativa a cui mi dedicavo era la visione di cartoni animati. Non avevo voglia di studiare, di socializzare, di fare sport e avevo completamente abbandonato i miei hobby e le mie passioni, finché un bel giorno la Bella Addormentata non si è risvegliata dal suo sonno di cent’anni,  e ho capito che se avessi voluto concludere qualcosa nella mia vita,  avrei dovuto alzare il culo e impegnarmici.
Non sono una psicologa, non studio psicologia, non ho neanche ancora preso il diploma, ma ho una qualità che non tutti posseggono: la schiettezza. Quindi, se pensate che in me troverete una fata madrina che magicamente risolverà i vostri problemi, siete completamente fuori strada. Mi limiterò a dirvi la verità che non volete sentire, ma che è quella di cui avete più bisogno, ossia che tutto dipende da voi. Si, perchè noi non controlliamo i nostri problemi, ma possiamo controllare le nostre reazioni ad essi.
Per qualche assurdo motivo, siamo indotti a credere che la felicità sia un nostro diritto di nascita, come d’altronde diceva anche Beccaria, e ipoteticamente parlando, è così. Ma dobbiamo prendere il mondo per com’è e non per come vorremmo che fosse, e quello vero questo diritto non ce lo garantisce affatto. Allora, in questa condizione, aspettiamo che un’ondata di felicità, di potenza di una supernova, ci travolga. Ma se ci pensate, niente arriva senza merito, e se non è guadagnato, state pur certi che vi si ritorcerà contro. Manzoni la chiamava Provvidenza, io lo chiamo Karma.
Questo per dire cosa?
Non si è felici e basta; ci si impegna per essere felici, si trovano motivazioni, seppur stupide o esternamente insignificanti.
Niente è gratuito, nemmeno la felicità.
Quindi, miei cari lettori che siete arrivati fin qui, sappiate che dovrete muovere il culo per migliorare la vostra vita. E allora vi chiederete: “perchè farlo?”.
E dunque, io vi domando semplicemente: “vale davvero la pena di stare male?”
Ma non voglio dilungarmi oltre. Ci aspetta un lungo viaggio.
Parlerò a tempo debito.
A presto,

Tiki