Il Mare Dentro

Come lo yin yoga ti rende più felice e sereno

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Partiamo dalla premessa che lo Yoga è uno, ed uno soltanto. Quello che cambia non è la disciplina olistica in sé per sé, ma il modo di approcciarsi alla pratica, ed il tipo di energia che vogliamo stimolare. Per trarre il massimo beneficio la pratica dovrebbe essere quanto più personale possibile, perché ognuno ha delle caratteristiche assolutamente uniche che cambiano nel corso del tempo. In linea di principio comunque possiamo distinguere tra pratiche più dinamiche che vanno a stimolare un’ energia Yang e pratiche più lente e statiche che vanno a stimolare un’ energia Yin.

In questo articolo ci occuperemo principalmente di pratiche Yin. Andiamo però a capire la differenza tra energia Yin e Yang.

Differenza tra pratica Yang e pratica Yin

Le pratiche Yang sono tutte quelle molto dinamiche e veloci. Vanno a stimolare un’energia di tipo solare, veloce ed estroversa.

Le pratiche Yin sono invece molto lente e morbide. Hanno la capacità di stimolare un’energia di tipo lunare, calma e introspettiva.

Per assicurarti il giusto bilanciamento tra i due tipi di energia bisogna alternare pratiche dinamiche e di forza a pratiche lente e meditative. Questo tipo di bilanciamento non è però uguale per tutti, ma è diverso a seconda della propria indole e della situazione personale.

La tua pratica di Yoga può quindi essere come il giorno☀️ oppure come la notte 🌙.

  • Come il giorno ☀️: prima ti riscaldi, dopo sei attivo e infine raffreddi il corpo.
  • Come la notte 🌙: prima ti metti comodo, poi entri in meditazione e infine lentamente ti risvegli.

E’ importante quindi bilanciare la pratica come i cicli naturali di giorno e notte, sole e luna, freddo e caldo.

Perché è cosi importante lo Yin Yoga

Ma perché lo Yin Yoga è così importante? Perché è la soluzione alla vita frenetica e veloce che conduciamo. Viviamo ogni giorno di corsa, persi dietro al prossimo impegno di una lunga lista che non si esaurisce mai, ma che anzi diventa sempre più fitta e insostenibile. Arriviamo così ad avere un sistema nervoso sempre in reazione, anche quando dormiamo, rendendo così difficile la rigenerazione del corpo, della mente e dello spirito.

Mi rendo conto che forse una pratica di Yin Yoga potrebbe sembrare solo un altro impegno da aggiungere alla tua lunga lista. Ma ti garantisco che anche una pratica di soli venti minuti è in grado di ridarti calma e soprattutto ti permette di mettere ordine nel caos quotidiano.

Lo Yin Yoga è una disciplina calma e introspettiva in grado di riportare in equilibrio il sistema nervoso. Questo darà calma e benessere psicofisico, aiutando a stare nel presente.

Come lavora lo Yin yoga

Lo Yoga in versione Yin viene fatto completamente a terra. Lo scopo è quello di resettare il sistema nervoso simpatico attraverso l’immobilità. Facile a dirsi, difficile a farsi. Perché durante l’immobilità il corpo in stato reattivo cercherà con ogni mezzo di muoversi. Si farà sentire attraverso il prurito e la voglia di grattarsi, l’inquietudine, gli starnuti, le contrazioni muscolari involontarie. La difficoltà sta proprio nel rimanere immobili nonostante tutti questi stimoli.

Per aiutare l’immobilità del corpo è quindi importante stare il più comodi possibile nelle pose. Per questo non si arriva mai alla piena estensione della posa. Si trova il tuo punto di massima estensione e poi si indietreggia fino a quando la posa non sarà comoda confortevole e permetterà di rimanere immobili. L’energia fluirà così da favorire un rilascio delle tensioni. Nello Yin non conta quindi l’allineamento, ma le pose si adattano sentendo il corpo e le sue necessità.

Quando si pratica Yin Yoga è molto importante rimanere a lungo nella posa, per un tempo che varia dai tre ai cinque minuti. Infatti lo Yin lavora in modo diretto sui tessuti connettivi, i legamenti e le articolazioni. Per attivare queste specifiche parti occorrono circa due minuti di immobilità nella posa, i rimanenti minuti serviranno per un lavoro profondo.

Lo scopo dello Yin Yoga è quello di entrare in uno stato meditativo. È fondamentale quindi rimanere immobili e tenere gli occhi chiusi. Quando si entra nella posa si può continuare a modificarla fino a quando non ci si senti comodi e perfettamente a proprio agio. Da questo momento si rimane immobili fino alla fine del tempo stabilito.

La pratica lenta e profonda aiuterà a portare l’attenzione ai pensieri ad ascoltarli. Si diventa più sensibili a ciò che accade dentro e fuori dal corpo, più consapevoli di sé stessi. Si arriva così al proprio luogo interiore di silenzio.

Lo Yin Yoga e la meditazione

Con lo Yin Yoga si può meditare in ogni posizione. L’immobilità della posa aiuta anche a silenziare i cinque sensi e a praticare Pratyahara. Per facilitare il processo meditativo si focalizza la concentrazione. Per questo scopo si usano come mezzo di concentrazione:

  • Il respiro: seguire il suo percorso o sentire l’aria che entra ed esce dalle narici.
  • Il punto tra le sopracciglia, Terzo Occhio.
  • Il centro del petto: portando l’attenzione a come il respiro lo fa alzare e abbassare.
  • L’istante di sospensione tra un respiro e l’altro.

Pranayama

La respirazione usata durante la pratica di Yin Yoga è il Maharaja Pranayama. Questo Pranayama prevede che sia l’inspirazione che l’espirazione siano composte da tre parti:

  • Durante l’inspirazione gonfiamo prima l’addome, poi il petto e infine arriviamo alle clavicole.
  • Durante l’espirazione sgonfiamo prima l’addome, poi il petto e infine le clavicole.

Praticando Maharaja Pranayama ci si accorge di come la postura vada ad influire notevolmente sulla profondità del respiro. Viceversa di come quest’ultimo sia in grado di rendere la postura sempre più morbida. Così cambia il modo di respirare anche nella quotidianità. Con la pratica delle asana in versione yin e il Maharaja Pranayama, il respiro diviene più morbido, lento, profondo. Ciò permette di avere maggiore stabilità mentale ed emozionale. Aumentano così il benessere, la salute, la gioia, l’appagamento, la creatività.

Onde cerebrali

Durante la pratica Yin si abbassano le onde cerebrali. Generalmente nelle attività quotidiane sono nello stato beta . Ciò denota un’ intensa attività mentale. Con la pratica si abbassa la frequenza delle onde cerebrali allo stato Alpha o addirittura theta.

  • Le onde Alpha denotano un sistema nervoso rilassato ma sveglio e attento.
  • Le onde theta invece rappresentano uno stato di profonda calma, in cui si è disconnessi dal mondo esterno e concentrati sulle sensazioni interne.

Consigli per una pratica efficace, rilassante e coccolosa

  • Per facilitare l’immobilità della posa usa blocchi, cuscini, coperte, cinture.
  • Rilassati completamente, lascia andare tutte le tensioni e abbandonati nella posa.
  • Durante una pratica di Yin Yoga impara ad ascoltare prima il tuo corpo poi la tua mente.
  • Ascolta il tuo corpo: se è stanco, se è agitato, se è teso.
  • Ascolta e ad ogni respiro lascia andare la stanchezza, l’agitazione e la tensione.
  • Ascolta la tua mente: se è iperattiva, se è preoccupata, se è ansiosa.
  • Ascoltati e ad ogni respiro rendi il corpo e la mente più morbidi.
  • Osserva il tuo corpo attentamente nella posa ed esplora i suoi limiti e blocchi.
  • Accetta i limiti, non oltrepassarli.

Spero di averti invogliato a provare una lezione in stile Yin. Se vuoi puoi trovare qui una lezione completa. Oppure puoi scrivere nei commenti la tua esperienza o farmi domande.

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