Il cambiamento

La vita è cambiamento, un fluire continuo e inarrestabile di attimi, pensieri, emozioni, persone che incrociamo sul nostro cammino.

La vita è cambiamento, ma ne siamo consapevoli?

Apparentemente sì, ma poi non riusciamo ad accettarlo. I cambiamenti, di qualunque genere essi siano, belli, brutti, indifferenti, ci fanno paura.

Di fronte ad un qualsiasi cambio di direzione della nostra vita ci blocchiamo, rimaniamo inermi di fronte all’azione.

Sono veramente pochi, quei fortunati che guardano al cambiamento con curiosità, senza apprensione, senza l’ansia di quel che accadrà.

Siamo attaccati al nostro stato.

La vita però non è una fotografia statica, immutabile.

La vita è un film che procede attraverso un susseguirsi di momenti unici e irripetibili.

Purtroppo una delle qualità più difficili da raggiungere è il non attaccamento.

Ci aggrappiamo a tutto, alla nostra  immagine, alle nostre cose, al nostro modo di essere, persino ai nostri problemi.

Siamo così spaventati  dal cambiamento che spesso preferiamo trascinarci in situazioni ormai logore e dolorose, piuttosto che agire verso l’ignoto.

Dalle mie parti c’è un detto che dice “Chi lascia la strada vecchia per una nuova, sa cosa lascia ma non cosa trova”. E’ questo è vero, ma rende la vita immobile. Però è un immobilità apparente, perché in realtà noi cambiamo, inesorabilmente. E  allora quello che prima era la nostra felicità, può diventare la nostra prigione.

Bisognerebbe avere il coraggio di accettare che l’unica costante nella vita è proprio il cambiamento, altrimenti tutte le speranze per cose migliori si scontreranno con la paura della loro realizzazione e si perderà la freschezza dell’entusiasmo.

A tutti quelli che si lamentano perché “Tanto non cambia mai niente!”, vorrei far notare loro che ieri erano diversi da oggi, il corpo cambia di attimo in attimo e l’esperienza ha un giorno in più. E poi a parte le lamentele hanno lasciato realmente andare la loro realtà insoddisfacente e agito in maniera diversa?

Il cambiamento è una sfida, costa fatica, ma cosa è meglio rimanere pigramente infelici o agire verso mete sicuramente sconosciute, ma più stimolanti e appaganti?

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