Dharana, Dhyana, Samadhi

Lo scopo ultimo dello yoga è avere una chiara comprensione della realtà, attraverso una osservazione precisa delle cose e del mondo. Questa comprensione avviene attraverso il raggiungimento di alcune qualità (Siddhi, in sanscrito) delle mente: Dharana, Dhyana e Samadhi. Queste qualità non sono nettamente distinte tra loro, ma sono consequenziali.

Cosa sono dharana, dhyana e samadhi

Si parte da Dharana, si passa a Dhyana e si arriva infine al Samadhi. Questi stati mentali non possono essere creati volontariamente, ma arrivano in modo spontaneo.

Quello che si può fare è creare le giuste condizioni per indurre lo stato di Dharana e poi passare agli stati successivi. Per creare tali condizioni usiamo varie tecniche tra cui La meditazione, le asana, il pranayama.

Questi mezzi hanno lo scopo di calmare i pensieri che ronzano continuamente nella mente, perché un’attività mentale eccessiva non permetterebbe di accedere al Dharana.

Non bisogna identificare questi stati con la meditazione stessa, perché quest’ultima è solo lo strumento per raggiungerli.

Dharana è lo stato in cui la mente è concentrata su un solo oggetto di osservazione, si creano quindi le condizioni per mantenere l’attenzione in una direzione precisa piuttosto che lasciarla vagare.

Quando la mente è tranquilla e concentrata su un solo oggetto si stabilisce un legame e una comunicazione con l’oggetto stesso, siamo nello stato di Dhyana.

Nel momento in cui la mente è totalmente assorbita dall’oggetto di osservazione da diventare un tutt’uno con esso siamo nel Samadhi.

Quindi in rapporto all’oggetto di osservazione, possiamo dire che Dharana è il contatto, Dhyana è la comunicazione, Samadhi è la fusione in cui si comprende pienamente l’essenza del punto di concentrazione.

La pratica costante permette di accedere a questi tre stati, ognuno con i suoi tempi e il suo punto di partenza.

Tuttavia con l’avanzare dell’esperienza si noterà come queste qualità possano manifestarsi anche al di fuori della pratica.

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