Mamma, che ansia! (by Tiki)

“Oddio, che ansia!” è forse la frase più utilizzata dai giovani di oggi.

Ci avete mai fatto caso? La parola “ansia” è entrata prepotentemente nel nostro vocabolario e non sembra volerne uscire.


Avete notato quanto questa situazione si sia normalizzata?

Quanto per noi sia normale stare in ansia e al contempo non preoccuparcene perché “è normale” o perché “può succedere” ?


E’ ovvio, in quanto pur sempre degli animali in preda agli istinti, la paura fiuta il pericolo ed è necessaria per vivere. D’altro canto, un eccesso di paura non fa che rendere la nostra vita intera un pericolo, bloccandoci dinanzi ad ogni scelta.


Un po’ di ansia ci tiene in vita, troppa ansia la vita ce la toglie.


Viviamo in una società che ci bombarda di modelli inarrivabili, spacciandoli per la norma, facendoci sentire costantemente impotenti e insoddisfatti di come siamo e di quel che possediamo.


Ovviamente, esistono innumerevoli tipi di ansia che non vi starò qui a diagnosticare perché non è mia competenza farlo.


Quello che voglio farvi comprendere è che NON E’ NORMALE AVERE L’ANSIA.

Ripetete dopo di me: NON E’ NORMALE AVERE L’ANSIA.


E’ uno dei disturbi più diffusi al mondo, ma quasi nessuno riceve gli adeguati trattamenti.


A volte, è tutto risolvibile con una tazza di camomilla, un po’ di yoga e meditazione (di cui troverete più informazioni nella parte del blog redatta da mia madre).


Altre volte, invece no. In questi casi, non abbiate paura di rivolgervi ad uno specialista.
Non abbiate paura di chiedere aiuto.


Siamo umani, e in quanto tali siamo imperfetti, e talvolta abbiamo bisogno di una mano. Non c’è niente di male in questo.


Lo so, lo so, avete paura di sentirvi giudicati, incompresi o che vi prendano per pazzi. Sfatiamo subito un mito: non ci vanno i “malati di mente” dallo psicologo, ma semplicemente tutti coloro che vogliono stare meglio con sé stessi per imparare a stare bene con gli altri e con tutto ciò che li attornia.


Vi pongo davanti ad una scelta: preferite essere incompresi e infelici o essere ipoteticamente incompresi e felici?


Vi parlo da persona che soffriva di attacchi di panico: una volta provata l’ebbrezza di stare bene con sé stessi vi accorgerete che l’incomprensione non era che un artificio della vostra mente. Perché, in fin dei conti, chi se ne frega?
Anche qui, dipende solo da voi.


Il mio ruolo è esclusivamente quello di farvi vedere i sentieri che vi precedono, ma sta a voi scegliere quale strada percorrere.


E ricordate: stare male è facile, stare bene è più difficile.
Ci vuole impegno.
E’ tutta una questione di scelte. Fate quella più razionale.

Tiki

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